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Disturbo post- traumatico da stress


Per trauma, in psicologia, si intende qualsiasi evento che una persona recepisce come estremamente stressante. Può trattarsi di una minaccia all’integrità fisica, propria o di altri, o all’identità psicologica. Questi eventi producono reazioni emotive e corporee importanti, che non sempre il cervello riesce ad elaborare. Quando l’elaborazione non avviene spontaneamente, le emozioni e le sensazioni corporee si bloccano, e costruiscono reti neuronali disfunzionali che compromettono il normale funzionamento psichico e il benessere della persona.
L’impatto traumatico é soggettivo. Le reazioni all'evento e la capacità di "resilienza", ossia di fronteggiarlo in modo efficace, dipende molto dalle caratteristiche di personalità, dalla struttura emotiva e cognitiva di ogni persona, e dall’ambiente circostante, dalle sue reti e relazioni interpersonali significative positive. Eventi potenzialmente traumatici non includono solo condizioni estreme e fuori del comune, ma, molto spesso possono anche riguardare esperienze di trascuratezza o mancanza di rispetto e accudimento, che influiscono sul senso di valore dell’individuo, sulla sua autostima, sicurezza, e sul suo senso di efficacia personale.
Anche senza aver subìto traumi con la “T” maiuscola, tutti noi abbiamo patito traumi con la “t” minuscola. Per alcuni potrebbe essere stato traumatico essere stati presi in giro e umiliati alle elementari da un maestro troppo duro, o dai compagni di classe per qualche caratteristica personale, per il proprio aspetto fisico o per le difficoltà di apprendimento e rendimento, per altri essere stati lasciati, improvvisamente, dal proprio partner; altri ancora vivono traumatica la perdita del lavoro, di una persona cara, un divorzio, ma anche un giudizio ricevuto inatteso.

Secondo il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, IVª Edizione TR (DSM-IV TR), la diagnosi di PTSD si pone nel momento in cui una persona é stata esposta ad un evento traumatico nel quale:
1) la persona ha vissuto, o assistito, ad un eventi che abbia o possa aver implicato morte, o minaccia di morte, gravi lesioni, o una minaccia all'integrità fisica propria o di altri
2) la risposta della persona abbia compreso paura intensa, sentimenti di impotenza, o di orrore. (Nei bambini questo può essere espresso con comportamento agitato o disorganizzato)

Tale evento ha comportato e comporta:

A. Duraturi sintomi intrusivi, di evitamento e di iperattivazione per tutto ciò che concerne l'episodio, alcuni suoi aspetti o caratteristiche, o che vi possa essere vicino o simile.

B. Il ripetersi persistentemente di:
1) ricordi spiacevoli ricorrenti e intrusivi dell'evento, che comprendono immagini, pensieri, o percezioni. (Nei bambini piccoli si possono manifestare giochi ripetitivi in cui vengono espressi temi o aspetti riguardanti il trauma)
2) sogni spiacevoli ricorrenti dell'evento
3) episodi di "dejà vu", ossia il sentirsi come se l'evento traumatico si stesse ripresentando, con sensazioni di rivivere l'esperienza, illusioni, allucinazioni, ed episodi dissociativi di flashback
4) disagio psicologico intenso all'esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell'evento traumatico
5) duraturi sintomi intrusivi, di evitamento e di iperattivazione, conseguenti all'episodio

C. Evitamento persistente degli stimoli associati con il trauma e attenuazione della reattività generale (non presenti prima del trauma), come indicato da tre (o più) dei seguenti elementi:
1) sforzi per evitare pensieri, sensazioni o conversazioni associate con il trauma
2) sforzi per evitare attività, luoghi o persone che evocano ricordi del trauma
3) incapacità di ricordare qualche aspetto importante del trauma
4) riduzione marcata dell'interesse o della partecipazione ad attività significative
5) sentimenti di distacco o di estraneità verso gli altri
6) affettività ridotta (per es., incapacità di provare sentimenti di amore)
7) sentimenti di diminuzione delle prospettive future (per es. aspettarsi di non poter avere una carriera, un matrimonio o dei figli, o una normale durata della vita).

D. Sintomi persistenti di aumentato arousal (non presenti prima del trauma), come indicato da almeno due dei seguenti elementi:
1) difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno
2) irritabilità o scoppi di collera
3) difficoltà a concentrarsi
4) ipervigilanza
5) esagerate risposte di allarme.

E. La durata del disturbo (sintomi ai Criteri B, C e D) è superiore a 1 mese.

F. Il disturbo causa disagio clinicamente significativo o menomazione nel funzionamento sociale, lavorativo o di altre aree importanti.

Occorre specificare se il PTSD sia "acuto" (se la durata dei sintomi è inferiore a 3 mesi), "cronico" (se la durata dei sintomi è 3 mesi o più), oppure "ad esordio ritardato", ossia se l'esordio dei sintomi avvienga almeno 6 mesi dopo l'evento stressante.

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